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Le donne degli altri
Le guardo passeggian distratte
Dopo un bicchiere di vino alle sette
Sembrano in posa per esser ritratte
Le donne degli altri ti parlano solo con gli occhi
Poi frugano in borsa per prendere i trucchi
Amo il rumore che fanno coi tacchi
Le gonne delle donne degli altri non son mai troppo corte
Cerco un tuo sguardo sfidando la sorte
Sono un po’ antico nel farti la corte

Poi mi guardi sorridente
Quando in mezzo all’altra gente
Mi do un’aria intelligente
Cito Dante e canto Dente
Ti avvicini promettente
Lui che paga e non sa niente
Poi ritorna e scappi via
Le donne degli altri che assurda e malsana mania

Le donne degli altri sorridono sempre agli artisti
Anche per quelli già visti e stravisti
Poco famosi ed anche un po’ tristi
L’amore per le donne degli altri non si limita al sesso
Senza futuro ma senza possesso
Bello ed effimero come l’adesso
Le donne degli altri mi piaccion davvero di più
Forse per questo mi piaci anche tu
Non arrabbiarti beviamoci su

Poi mi guardi seducente
Quando in mezzo all’altra gente
Con un fare irriverente colgo l’attimo fuggente
Chi ti ama non sa niente
Ci appartiamo finalmente
Che cos’è la gelosia?
Le donne degli altri ci stanno e poi vanno via

Ma se il desiderio è il desiderio dell’altro
È inestinguibile

(La tesi di questa canzone può essere riassunta
da un motto di Jacques Lacan: il desiderio è
il desiderio dell’altro.
Ma è l’esperienza che ce l’ha suggerita.
In coda al supermercato, ai tavolini di un caffé,
in ascensore o ad un concerto, gli sguardi con
le donne degli altri rivelano una passione
inestinguibile.)