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Ti ricordi la sera che ubriaca di gin e di tonic
Fantasticavi di fare l’amore
Con quella ragazza che un po’ mi piaceva
Io mi vergognavo e ubriaco pensavo
Che forse era meglio dormire
Era meglio sognare di fare l’amore

Ed è là che ritorna la mia nostalgia
Al pensiero che sei andata via
È banale lo so come idea
È banale che tu non ci sia

Mi ritrovo da solo a ascoltare la pioggia che batte
Sul tetto di questa mia macchina sporca
Che non voglio pensare di dover cambiare
Di dover svuotare di tutti i ricordi
Di viaggi a sentire canzoni
A guardare paesaggi a vederci migliori

Ed è là che ritorna la mia nostalgia
Al pensiero che sei andata via
È banale lo so come idea
È banale che tu non ci sia

Martedì sera sono uscito a cena
Con quella ragazza dicevi che un po’ mi piaceva
E nel suo appartamento di dodici metri quadrati
Abbiam fatto l’amore e credimi Cate
Se dico che in fondo per me
Non c’è posto per tre in quel monolocale

Ed è là che finisce la mia fantasia
Al pensiero che tu non ci stia
È banale lo so come idea
È banale che tu non ci sia
E finisce la mia nostalgia
Al pensiero che sei andata via
È banale lo so come idea
È normale che tu non ci sia

(Piero Ciampi diceva che per sapere cos’è
la solitudine bisogna essere stati in due.
Nel caso di questo pezzo, bisogna essere
stati in tre. O non esserci mai stati.)